Marsupio Day
, dalla parte delle agenzie

Grande successo sabato scorso a Bologna per il convegno andato in scena durante il Marsupio Day 2018, atteso evento annuale che ha riunito nei nuovi spazi di Fico Italy World oltre cento agenzie di viaggi affiliate al network Marsupio Group, operatori e addetti ai lavori. Il tema, molto sentito dal trade come da tutta la filiera italiana del turismo era quello della nuova direttiva Ue sui pacchetti turistici e soprattutto di quali potranno essere i suoi effetti pratici sul lavoro quotidiano degli operatori del settore. “La diciottesima edizione del nostro Marsupio Day – ha spiegato Massimo Caravita, presidente del network – si conferma un momento fondamentale per lo sviluppo della nostra azienda. È per questo allora, che nell’ottica di fornire sempre più servizi e strumenti utili agli affiliati, abbiamo cercato di fare chiarezza, con l’aiuto anche di esperti legali, assicurativi e fiscali, proprio sulle novità e sulle criticità del decreto legislativo ora all’esame delle commissioni parlamentari e che sarà destinato a tutelare come mai prima d’ora il viaggiatore-consumatore”. In esso infatti come tutti sanno, viene ridefinita la nozione di pacchetto turistico, ampliata per comprendere anche i contratti online, i pacchetti su misura e quelli dinamici. In pratica, combinazioni che includono almeno due tipi di servizi turistici ed eventuali servizi non accessori se rappresentano almeno il 25% del valore totale, con prenotazioni finalizzate entro 24 ore dalla conclusione di un primo contratto. Altra novità è l’accentuazione della responsabilità dell’organizzatore di viaggi per l’inesatta esecuzione del pacchetto. La nuova normativa tende ad assecondare sempre più il cliente in quanto il servizio offerto deve essere paritetico, garantendo altrimenti al viaggiatore una riduzione del prezzo oltre all’eventuale risarcimento dei danni e alla possibilità di recedere dal contratto. Una facoltà, questa, riconosciuta anche in caso dell’aumento del prezzo del pacchetto oltre l’8% (ora è il 10%). “Questa normativa – ha continuato Caravita – aggiunge molti strumenti al cliente per fare richiesta di risarcimento e di conseguenza comporta rischi per quelle agenzie che, giustamente, negli ultimi anni si sono orientate al de-packaging, cioè la creazione di pacchetti in proprio. Se vogliono continuare a farlo, devono avere non solo le competenze, ma anche tool e coperture assicurative al pari dei tour operator. A questo riguardo, è interessante notare che questa legge stabilisce che la polizza non debba coprire necessariamente tutto l’anno d’esercizio, ma anche una porzione di esso in base al suo rischio, una sorta di pro-medio. E qui si apre una nuova partita per i fondi di garanzia”. “È quindi in conclusione – ha choisato l’avvocato Gianluca Rossoni, specializzato in diritto del turismo – fondamentale informare il cliente, fornendo un modulo informativo che diventa determinante se dovesse insorgere un contenzioso. Punto fondamentale infatti è dichiarare prima, online o offline, se è un pacchetto turistico, un servizio turistico collegato o meno, in modo che non sia lasciato all’interpretazione del turista-viaggiatore”.

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