Gianfranco Battisti: ecco la mia sfida in Federturismo

Eletto meno di un mese fa presidente di Federturismo, Gianfranco Battisti, attuale Direttore della Divisione passeggeri nazionale ed internazionale dell’Alta Velocità di Trenitalia, era già vicepresidente ed è subentrato a Renzo Iorio, giunto alla fine del suo mandato. Lo abbiamo incontrato in esclusiva per un’intervista sulla sua visione del turismo del futuro e non solo.

Quella del turismo in Italia è una sfida che riguarda il futuro dell’economia e del Paese: come pensa di affrontarla?
“Il turismo rappresenta oggi uno dei rari settori maturi in cui il nostro Paese può ancora esprimere ampia crescita di valore aggiunto e occupazione. Una sfida possibile, dove occorre tuttavia un piano strategico per riguadagnare le quote di mercato che l’industria turistica italiana ha perso negli ultimi anni e senza il quale difficilmente si assicurerà coordinamento, sviluppo e coerenza nei progetti, specialmente con l’attuale scarsità di risorse. Per un rilancio competitivo del sistema turistico italiano è importante, inoltre, innalzare i livelli e la qualità di tutto il personale addetto al turismo, sia nelle imprese che in tutte le componenti esterne sul territorio, dalle scuole di formazione ai corsi di laurea ed ai master. I servizi di qualità non si improvvisano perché sono frutto di formazione e professionalità; lo stesso stile dell’ospitalità italiana, che in alcuni casi raggiunge livelli di eccellenza noti e riconosciuti anche all’estero, è il frutto dell’attenzione alla centralità del cliente. Un’altra priorità sono gli investimenti nelle infrastrutture e l’intermodalità: l’accessibilità di un’area contribuisce in modo determinante alla qualificazione dell’offerta turistica, orientandone i flussi. Ed infine occorre puntare sulla digitalizzazione della catena del valore”.

La questione più discussa del momento è quella del fondo di garanzia: come si può risolvere e mettere d’accordo tutte le parti?
“Dal momento dell’abrogazione del Fondo pubblico di garanzia è stato un susseguirsi di proposte ed offerte da parte di associazioni di categoria e compagnie di assicurazioni. Per i pacchetti sottoscritti dal 1° luglio la normativa introduce l’obbligo, sia per i tour operator che per le agenzie di viaggio organizzatrici, di dotarsi, autonomamente, di una copertura a garanzia del rischio di fallimento o insolvenza. Considerata la complessità della normativa, la mancanza dei decreti di attuazione e l’estrema difficoltà per le singole imprese private di reperire sul mercato soluzioni effettivamente praticabili Astoi, così come altre associazioni, hanno previsto la costituzione di Fondi di garanzia privati, finanziati direttamente dalle quote degli associati. Purtroppo ancora non esiste né un decreto attuativo, né un regime sanzionatorio e non c’è a conti fatti un quadro normativo certo e le soluzioni contemplate rischiano di essere incapienti per numero e consistenza. Ora è necessario che il governo intervenga con nuove disposizioni semplici che si riferiscano al campo di applicazione della normativa, ai minimali e massimali e alle sanzioni che si rischiano”.

Vista la sua grande esperienza nel settore, quale crede sia la ricetta giusta per implementare con costanza il business turistico in Italia?
“Di fronte alla continua evoluzione delle abitudini di consumo degli italiani è necessario che anche i prodotti e i servizi siano ripensati ed innovati per andare incontro alle aspettative e ai nuovi bisogni dei turisti. Le imprese turistiche devono cambiare prospettive: essere in grado di fornire maggiore valore aggiunto innovando, formandosi ed evolvendosi verso nuovi e più attuali modelli attuando sinergie efficaci. Occorre adeguarsi ai mutamenti introdotti dalle nuove tecnologie. Le risorse vanno valorizzate e trasformate in prodotti turistici e devono poi essere comunicate attraverso i nuovi strumenti digitali. Dobbiamo risolvere al più presto la scarsa percezione del prodotto-destinazione che è il vero male che attanaglia il turismo italiano: segmentando i mercati, innovando la metodologia del linguaggio online, rafforzando il brand e impostando una comunicazione coerente ed integrata. È fondamentale infine superare la frammentazione e la parcellizzazione del comparto, promuovendo aggregazioni e reti di impresa, attuando politiche di semplificazione, favorendo accordi tra le istituzioni, mettendo tra le priorità l’accessibilità a servizi e strutture, puntando sulla digitalizzazione e rendendo più sistematica ed efficace la promozione e la fornitura di servizi”.

Digitalizzazione e formazione sono due degli aspetti chiave sui quali incardinare un turismo migliore?
“Oggi l’accessibilità non può limitarsi a strade, ferrovie ed aeroporti ma deve passare inevitabilmente dalla rete. La rivoluzione digitale ha cambiato profondamente le modalità di comportamento dei consumatori, quindi essere efficaci, visibili e rilevanti sul web è diventato un fattore decisivo di competitività e successo. Il web ha reso più agguerrita la competizione e i social media hanno assunto un ruolo sempre maggiore sia come strumento d’informazione sulla destinazione, sull’acquisto di viaggi e si sono sostituiti al vecchio passaparola. Definire una strategia digitale per il paese e per il turismo è una priorità assoluta e sarà innanzitutto una sfida culturale e tecnica perché occorrerà sviluppare competenze adeguate per la creazione di sorgenti di dati integrati, per il lavoro in ambienti tecnologici ibridi, per l’integrazione dei dati ricordando che questo volume di dati sarà soggetto ad una rapida obsolescenza e perciò i criteri di conservazione, segregazione e utilizzo dovranno essere ripensati e orientati a modelli totalmente differenti rispetto a quelli usati fino ad oggi. Si rende quindi indispensabile una formazione che sia, ad ogni livello, sempre più al passo con i tempi, prevedendo di inserire in piani di studio le discipline che permettano di studiare il digitale applicato all’ambito turistico”.

Come crede che i servizi di mobilità possano rinnovarsi per aiutare tutto il settore ad avere più appeal anche per l’incoming?
“Non esiste turismo senza mobilità. In una società in rapida evoluzione e soggetta a continui cambiamenti la facilità con cui si raggiunge una meta è diventata una componente prioritaria e determinante nella scelta della destinazione turistica. La correlazione con l’esigenza di un concreto aumento della rapidità dei trasferimenti ha determinato uno sviluppo importante del sistema dei trasporti nelle sue varie componenti e l’incremento della capacità e dei volumi trasportati, sia dal punto di vista dei posti che della frequenza. Il sistema infrastrutturale del nostro Paese, se rapportato alla diffusione capillare dei poli di attrazione, non tende a semplificare l’accessibilità in tempi e modi coerenti con le necessità del turista. Occorrerebbe incrementare l’offerta di servizi al turista attraverso una efficace offerta intermodale che consenta al viaggiatore di usufruire di una mobilità intelligente”.

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